Il Comune

NOTIZIE  E  CENNI   STORICI  SU  ROVATO 

 

Rovato è situato ai piedi del Monte Orfano nella parte meridionale della Franciacorta, della quale è il centro più popoloso e strategicamente più importante. E’ un notevole nodo stradale e ferroviario. Su di esso confluiscono la Statale 11° Padana Superiore, l’autostrada Milano-Venezia, l’autostrada Brebemi A35, la strada che collega la Valle Camonica alla pianura e le seguenti ferrovie: Torino-Milano-Venezia, Bergamo-Brescia e Rovato-Iseo-Edolo.

In passato a Rovato ogni lunedì si teneva uno dei più importanti mercati del bestiame dell’Italia settentrionale. Attualmente il bestiame non arriva più sul mercato  perché gli operatori  del settore si incontrano, ogni lunedì, solo per aggiornarsi sui prezzi e, poi, acquistano direttamente negli allevamenti. Rimane, tuttavia, l’importante fiera annuale denominata “Lombardia Carne”, che si tiene 15 giorni prima della Pasqua e che vede affluire a Rovato tanto bestiame selezionato anche da altre regioni italiane e dall’estero. Inoltre si rafforza sempre più la tradizione del “manzo all’olio”, piatto tipico rovatese, servito nei vari ristoranti e trattorie del paese e che sta diffondendosi anche negli altri centri della Franciacorta.

 

Le origini di Rovato risalgono probabilmente al periodo longobardo. Nel secolo VII il primo nucleo abitativo sorgeva attorno al “castrum” che si trovava sul Monte Orfano dove esiste ancora la chiesetta di S. Michele, edificata in quell’epoca sui resti di un tempio pagano.

Tuttavia è solo nel XII secolo che compare per la prima volta il nome di “Roado”, quando l’abitato si andava formando nella sottostante pianura. In epoca comunale, Rovato partecipò alle lotte tra guelfi e ghibellini e nel 1265 fu conquistato da Carlo d’Angiò. Nel 1385 entrò nell’orbita veneziana. Nel 1419 il suo castello fu assediato dal Carmagnola. Dopo che tutto il territorio bresciano passò sotto Venezia, godette di privilegi ed esenzioni e fu sede di vicariato. Nel 1453 fu occupato da Francesco Sforza che era in guerra contro Venezia, ma ritornò poco dopo ai veneziani.

Il 7 agosto 1509 scoppiò un’insurrezione contro i francesi di Luigi XII che avevano sconfitto i veneziani. La rivolta fu stroncata nel sangue e Lorenzo Gigli, che ne era a capo, fu fatto prigioniero e decapitato. La cacciata dei francesi avvenne nel 1512 in seguito ad una sollevazione generale del popolo bresciano. Un’altra oppressione subì Rovato da parte di Enrico di Brunswick nel 1528.

Nel 1701 il principe Eugenio di Savoia scelse Rovato come base logistica del suo esercito. In seguito le vicende rovatesi furono praticamente sempre legate a quelle di Brescia.
 

Di notevole interesse è l’aspetto artistico-culturale. Sono tutt’ora ben conservati tre torrioni e un lungo tratto di mura erette dai veneziani nel XIV secolo. La Parrocchiale di S.M. Assunta, affiancata da una torre merlata quattrocentesca, è stata costruita nel cinquecento sulle rovine di una precedente chiesa medioevale. Nell’interno si possono ammirare tele di Jacopo Palma il Giovane e di Antonio Paglia, affreschi di Antonio Guadagnini, di Angelo Inganni, di Gerolamo Calca e un pregevole Crocifisso ligneo di Andrea Fantoni.

La centrale piazza Cavour, voluta dal prevosto Carlo Angelini, risale alla metà del XIX secolo ed è adornata da un lungo arco di eleganti portici progettati da Rodolfo Vantini.

Il Santuario di Santo Stefano, situato ai piedi del Monte Orfano, è del XV secolo, ma la sua facciata è stata completamente cambiata nell’immediato ultimo dopoguerra stravolgendone la struttura originaria. Rimane fortunatamente intatto il quattrocentesco interno con diversi affreschi originali, fra cui assai pregevoli sono una “Ultima cena” attribuita a Vincenzo Foppa e una “Madonna con bambino”. Nel 1580 , in questa chiesa, San Carlo Borromeo conferì l’abito ecclesiastico al cugino Federico. San Carlo è l’attuale Patrono di Rovato, festeggiato il 4 novembre.

Sul Monte Orfano sorge l’imponente Convento della SS. Annunziata costruito nella seconda metà del  XV secolo dai Padri Serviti. Dal suo ampio loggiato si domina tutta la pianura sottostante. L’interno del complesso conventuale è costituito da un bellissimo chiostro con porticato ad archi originali. Recenti restauri hanno portato alla luce diversi affreschi di cui il più notevole si trova nel coro della chiesa e rappresenta”L’annunciazione e due profeti” dipinto dal Romanino nel 1535 ca.

Molto interessante e ben conservato è anche il castello Porcellaga/Quistini con un’alta  torre abitata e un vasto parco circondato da una cerchia muraria.

Ultima modifica: Ven, 27/01/2017 - 12:49